Il Business Model Canvas In Apicoltura – La vendita innovativa

Domenica 4 Marzo 2018 Durante la fiera Apimell 2018 a Piacenza Expo in sala C, cambiando la concezione del Seminario dove il relatore è attore protagonista e la platea all’ascolto, abbiamo lavorato ad un seminario molto diverso dal solito dove i partecipanti sono stati protagonisti e parte attiva del Workshop che abbiamo chiamato proprio “La Vendita Innovativa dei Prodotti Apistici”
La nostra soddisfazione è stata vedere come gruppi di persone che si affacciano all’apicoltura lo fanno guardando prima al proprio obiettivo e la direzione che vogliono prendere e poi a come farlo. Perché le api sono il nostro strumento, ma se non sappiamo come usarlo..?

Il numero dei partecipanti?
Ragazzi abbiamo avuto delle difficoltà di gestione perché eravamo tanti  rispetto a quanto ci aspettavamo.
Se pensiamo in proporzione gli altri seminari (chiamati 80/20 in gergo facility management) tenuti da associazioni più o meno grandi sono stati di poco più grandi di noi.
E ciò non dipende dalla nostra bravura o dalla nostra pubblicità.
Dipende dalla voglia di nuovo che inizia a sentirsi nell’aria. Si sente la fiducia nell’innovazione a scapito del vecchio (molto spesso confuso con l’esperienza) troppo autoreferziale e troppo concentrata sulla sola produzione.

E’ stato il nostro primo Workshop e ancora abbiamo da imparare a gestire bene tutta l’organizzazione.
Ma provate a scrivere su Google “Business Model in Apicoltura”, Cosa esce fuori? Nulla!
E’ qualcosa di talmente nuovo che portare questi concetti dal tipico mondo delle startup innovative all’apicoltura ha bisogno di esperienza che acquisiremo con il tempo.
Il risultato è stato molto interessante:

Quattro imprese create diverse in un’ora e mezza e tutte non concorrenti tra loro e con un potenziale di vendita molto maggiore del mercato Tradizionale.

Cosa è il workshop innovativo?

Con il Team di Clesia Bio Abbiamo  lavorato ad un modo per applicare il Business Model Canvas all’impresa Apistica e ciò ha permesso di lavorare e a pensare ad un modo diverso di vendere i propri prodotti.
Spesso si pensa che l’apicoltura sia solo produrre, magari un po’ più dell’anno scorso, sperando che la varroa o la stagione non ci faccia troppo male.
Ma, cosa succede dopo che faticosamente abbiamo prodotto una certa quantità di prodotto?

Utilizzando questo strumento (molto semplice e applicabile da chiunque), il Business Model Canvas ha coinvolto tutti i partecipanti, ognuno con le proprie idee, ognuno con i propri PostIT ed il risultato è stato la convergenza verso l’idea di business condivisa da tutti i gruppi.
E’ stato molto interessante come a partire dall’esperimento della “Mucca Sciocca” si è arrivati a definire molte imprese diverse e non concorrenti tra di loro, unendo le idee che persone sconosciute tra loro hanno messo insieme attorno ad uno stesso tavolo

Alcuni commenti su Facebook nel business tradizionale

– Buongiorno a tutti, sono apicoltore hobbista (Torino).
Volendo in futuro diventare produttore, quali difficoltà si incontrano per esempio ad accedere a vendere ai mercati dislocati nella zona. GRAZIE

Scusate chiedo un informazione, a quanto posso vendere la cera grezza ?

Buonasera volevo sapere per diventare coltivatore diretto per poter vendere il proprio miele necessita esser proprietario di un terreno? ??

Non conviene vendere ai grossisti. Si deve vendere agli apicoltori più piccoli. 8€ la melata, 7.50 il tiglio, 10.50 l’acacia, 6.50 il millefiori. Prezzi ivati.. Un affarone!!!

– Scusate una domanda dovrei vendere favi di covata belli durante i primi 15 giorni di aprile quale prezzo dovrei fare secondo voi ? Grazie

Perché tutte queste domande buttate li senza un senso vero e proprio?

Perché ognuno di noi ha una idea di cosa vendere in base a cosa riesce a produrre se qualcuno chiede qualcosa che probabilmente si ha oppure qualcuno che conosciamo.
Molti di noi aggrappati ad un’assurda convinzione che produrre tutto o solo pochi prodotti sia sufficiente a portare avanti un’impresa apistica.

Libri, Manuali e Associazioni?

Quanti ne compriamo?
Quanti seminari, riunioni, discussioni che spesso durano ora in luoghi di culto degli apicoltori.
Spesso di Sera, quando siamo stanchi e sentire qualcuno che ci parla di cose che già sappiamo o che ci dimostra quanto meno ne sa rispetto a Google è frustrante.
Oppure partecipare solo perché potrei avere qualche aggancio giusto per vendere qualcosa in più che magari qualcuno non ha.
Libri, manuali, tanti. Sempre di Più, sempre più aggiornati sempre più belli e pieni di immagini ma di cosa parlano?
PRODUZIONE, PROBLEMI, COME RISOLVO DI QUA O DI LA’.
Qualcuno parla di mercato ma rispetto a cosa?
Mediamente un manuale apistico viene aggiornato (quando va bene) ogni due anni.
Il mercato (quello vero) cambia ogni 6 mesi.
Pensate alle previsioni di vendita del miele di Acacia.
Basta una pioggia in più per cambiare tutto lo scenario!

Quindi? Non c’è soluzione?

Dipende!  Se proviamo ad uscire dalla concezione prettamente agricola dell’impresa apistica e la guardiamo come un’impresa e basta, ci rendiamo conto che ci sono moltissimi fattori che non conosciamo.
Ad esempio.
Cosa stiamo producendo? Per chi lo facciamo? Come lo stiamo facendo?

Questo che inconsciamente tutti i giorni facciamo, si chiama modellazione del business o se vogliamo ( fa più figo) Business Modeling.
La soluzione c’è, ed è il punto di partenza dell’idea di business in apicoltura.

Cosa abbiamo Fatto?

Prima di tutto ci Siamo Presentati.
De Felice Gaetano: Project, Facility and Innovation Manager
Erica D’Angelo: Agronomist Student – Università di Pisa
Francesco Romano: Ideas developer in questo WS
Giada Papucci: Boss di Clesia Bio e Apicoltore Professionista.

Abbiamo spiegato velocemente (20minuti ) il Business Model Canvas e i suoi nuove quadranti.
Successivamente: Via le noiosissime Slides e lezioni frontali
PostIT, Pattern Stampati e Pennarelli.
Ognuno, ad ogni quadrante ha usato una parola per la propria idea e successivamente si è proceduto al voto e l’aggregazione laddove c’era bisogno.
4° Le persone hanno collaborato alla definizione di business in tutti gli aspetti.
A chi vendere, come vendere, attraverso quali canali e relazioni.
Con quali attività, partner e risorse.
Infine con quali costi e ricavi.

Stessi prodotti, diversi mercati.
Potremmo sviluppare questi business così come sono usciti dal workshop e mettere in piedi imprese che sicuramente funzionano perché sono sicuramente meno comuni e sicuramente originali perché venute fuori da un processo creativo unico perché ogni volta è unica la combinazione di visioni, valori e competenze sia nel tempo che nelle persone.

Lo avete mai fatto? Sapete cosa avete e dove andare?
PROVATECI A CASA, potrebbe venire fuori qualcosa che non vi aspettavate.

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